FAQ

FAQ

FREQUENTLY ASKED QUESTIONS

Cosa devo fare durante l’accoglienza del rifugiato? Ci si aspetta che gli trovi un lavoro o una casa?

L’importante ruolo che riveste la famiglia è quello di consigliare, orientare, ascoltare, condividere relazioni e momenti con il rifugiato accolto.

Alla famiglia non spetta il compito di trovare un lavoro o una casa, poiché la persona accolta ha già avviato un percorso di inserimento socio-economico durante l’accoglienza ordinaria e gode perciò di una sua parziale autonomia.

Cosa succede se al termine del periodo di accoglienza la persona accolta non è completamente autonoma?

L’autonomia è un percorso lungo, non sempre semplice,  e lo stesso rifugiato ne è consapevole. È perciò fondamentale non aspettarsi che durante il progetto di accoglienza in famiglia, la persona accolta raggiunga un’autonomia e una stabilità assolute.

Durante i 6/9 mesi possono concretizzarsi opportunità reali quali: il prolungamento di un tirocinio, un contratto di lavoro, una soluzione abitativa.

Quali garanzie offre il progetto SPRAR sulla persona accolta?

Il rifugiato che aderisce all’ Accoglienza in famiglia, è una persona che è già inserita nel progetto SPRAR e in possesso di un regolare permesso di soggiorno. Ha un medico di base, frequenta corsi di italiano e professionali. Insieme all’equipe ha maturato il proprio orientamento a rimanere sul territorio locale e a investire in un percorso di relazione con una famiglia.

Le incomprensioni e le difficoltà possono esserci, ma la famiglia e il rifugiato vengono seguiti nei momenti di criticità. Se dovessero sorgere problemi insormontabili, viene interrotta l’accoglienza e il rifugiato può tornare in un appartamento dello SPRAR.

Quali forme di supporto concreto riceve la famiglia dal progetto SPRAR?

Il progetto SPRAR è presente prima e durante l’accoglienza. La famiglia viene sostenuta nella decisione di accogliere un rifugiato e aiutata a mettere a fuoco le proprie aspettative e disponibilità. Lo stesso viene fatto con i rifugiati intenzionati a entrare in famiglia.

Durante l’accoglienza sono previsti colloqui individuali e di gruppo in presenza della psicologa dedicata al progetto, condotti a domicilio o presso l’ufficio di progetto.

Può essere scelto il rifugiato?

Non è possibile scegliere il rifugiato.

Durante la fase preliminare di conoscenza della famiglia vengono valutate le aspettative (per es. composizione del nucleo famigliare e compatibilità con un determinato genere o età della persona accolta) e i vincoli oggettivi che si presentano (per es. strutturazione, collocazione e raggiungibilità dell’abitazione in funzione degli impegni lavorativi e formativi del rifugiato). In seguito saranno gli operatori del progetto SPRAR a proporre l’abbinamento con la persona che verrà accolta.

A quanto ammonta il rimborso economico? Bisogna corrispondere materialmente qualcosa al rifugiato accolto e consegnare giustificativi di spesa al progetto SPRAR?

La famiglia riceve un rimborso di € 400,00 mensili durante i 6/9 mesi di accoglienza per: vitto, alloggio, partecipazione ad iniziative socio-culturali o ludico-ricreative. I fondi provengono da finanziamenti pubblici e sono erogati secondo le regole di trasparenza e rendicontazione previste dallo SPRAR. Il rimborso alla famiglia non costituisce in nessun modo una fonte di reddito per la stessa, ma rappresenta la possibilità per coloro che non dispongono di un alto reddito di sollevarli dal peso economico dell’esperienza. La famiglia non è tenuta a giustificare il contributo economico con scontrini, ricevute, fatture.