STORIE DAL MONDO: UN RACCONTO DA VIVERE

STORIE DAL MONDO: UN RACCONTO DA VIVERE

Una scelta importante quella di Giulia Del Gatto. Parlare della sua esperienza con lo SPRAR durante l’esame di maturità.

L’esperienza di alternanza scuola-lavoro (due settimane luglio/agosto 2017) che ha contribuito alla mia crescita personale è stata presso il Progetto Sprar Era Domani del Comune di Fermo.

Nel 2001 il Ministero dell’Interno Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione, l’Associazione nazionale dei comuni italiani (ANCI) e l’Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati (UNHCR) hanno siglato un protocollo d’intesa per poter realizzare lo SPRAR, un “Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati” con lo scopo di accogliere, assistere e integrare gli stessi. Gli operatori del Progetto Era Domani, per un periodo che va dai 6 ai 12 mesi, accompagnano gli ospiti verso l’autonomia personale organizzando a loro favore corsi di lingua italiana, formazioni professionali, orientamento ai servizi del territorio. Viene posta inoltre un’attenzione particolare all’animazione di comunità. Molti sono infatti gli incontri di quartiere con persone conosciute del territorio (giornalisti, scrittori, specialisti di vari settori) che discutono delle cause delle migrazioni, i cambiamenti che generano nella nostra società e soprattutto analizzano i pregiudizi e le paure che sorgono ai giorni nostri. Durante gli incontri gli ospiti dello SPRAR raccontano le proprie storie di vita dando la possibilità ai presenti di mettersi nei panni dell’altro.

Durante l’alternanza scuola-lavoro mi sono confrontata con nuove realtà. Per alcuni giorni ho partecipato alle attività laboratoriali presso la Fattoria Sociale Montepacini, nel corso delle quali gli ospiti SPRAR hanno raccontato ai bambini e agli adulti presenti, molti di loro con disabilità psichiche e cognitive, storie e fiabe della propria terra nella lingua d’origine. Questo incontro di culture mi ha reso maggiormente consapevole di come i bambini siano disponibili ad aprirsi alla diversità, siano curiosi di sapere come si vive in un ambiente differente da quello quotidiano. Tutti hanno posto i loro quesiti e hanno ricevuto risposte soddisfacenti. Ho potuto anche osservare come l’attenzione di un bambino di fronte ad una lingua straniera sia attiva nonostante la non comprensione che si cela sotto. I ragazzi rifugiati hanno avuto il piacere di raccontare qualcosa che appartiene alla loro cultura senza difficoltà. Questo laboratorio mi ha dato anche la possibilità di conoscere in maniera più approfondita la realtà di Montepacini, la sua storia e il grande contenuto sociale. Montepacini nasce nella metà degli anni ’80 come comunità terapeutica per tossicodipendenti. Dopo varie modifiche e con l’intento di promuovere l’agricoltura sociale per l’inclusione di minori e giovani adulti disabili, nel 2012 un gruppo di genitori di giovani adulti disabili con volontari, aziende agricole ed associazioni del territorio danno vita alla “Fattoria Sociale delle ragazze e dei ragazzi di Montepacini”. La struttura è organizzata intorno ad animali e piante, per questo è un centro estivo in campagna dove le attività sono svolte principalmente a contatto con la natura. É rivolto a bambine e bambini, ragazze e ragazzi dai 5 ai 14 anni molti dei quali hanno problematiche psico-sociali. Un altro ente con cui sono entrata in contatto è la Comunità per minori “La casa di mattoni”. La comunità ospita maschi e femmine in situazione di emergenza. I casi più frequenti sono: stranieri non accompagnati, richiedenti asilo politico, vittime di abusi sessuali o ragazzi italiani allontanati dalle famiglia d’origine. All’interno della comunità abbiamo ripetuto i racconti in lingua animandoli in modo da stimolare al massimo il coinvolgimento dei presenti: gli ospiti dello SPRAR, i minori della Comunità, gli adolescenti dell’educativa territoriale Ambito XX aventi disabilità psichiche.

Durante le attività ho condotto delle interviste a varie personalità. Qui riporto le risposte alle seguenti domande:

  1. Chi sei e cosa fai nella vita?
  2. Che definizione daresti al centro estivo Montepacini? Cosa ne pensi della Casa di Mattoni?
  3. Che valore ha dato l’attività “Storie del mondo” proposta dallo Sprar ai bambini?
  4. Qual è il ricordo che porterai con te dopo questa esperienza ?
  5. Ritieni sia opportuno aggiungere qualcosa a questo genere di attività?

RISPOSTE

Giovedì 3 Agosto 2017

ALAGIE DAMPHA, ospite SPRAR. “Ho 18 anni. Provengo dalla Guinea-Bissau, paese dell’Africa occidentale. Frequento un corso di meccanica all’Istututo Ipsia e studio italiano. È stato bello partecipare a questa attività. I bambini mi hanno chiesto cosa esiste nel mio paese, quali animali ci sono, se c’è la scuola, se mangio il riso, cosa significa scuola coranica e come sono venuto in Italia. Mi piacciono i bambini per la loro curiosità. Ho raccontato una mia storia personale sulla mia infanzia a scuola. È stato importante ascoltare una lingua straniera senza saperne il significato perché è stato un modo per conoscere in maniera differente una persona. I regali, i disegni di case, e quello dove c’era una macchina che mi portava in Italia. Una foto, mangiare con loro. Aver cantato una canzone in italiano e nella sua lingua. Lo sport può essere uno spazio per conoscersi, soprattutto il calcio che è uno sport di squadra.”

Giovedì 3 Agosto 2017

GIANLUCA DEL PAPA, operatore dello Sprar, addetto alla sanità e alla manutenzione degli appartamenti. “È un occasione unica per i bambini del fermano e dintorni per usufruire di un passatempo estivo, oltre che essere un’idea straordinaria per unire e far convivere bambini con o senza problemi cognitivi. Il luogo è curato e molto bello. C’è un contatto vero con la natura e un rapporto stimolante con gli animali. Mi ha colpito la curiosità dei bambini, la stimolazione ad aprirsi e a valutare più accuratamente la realtà e il fatto di non trovare diversità con le altre realtà. La Lingua madre ha provocato un contatto diretto, i bambini analizzavano la variazione del tono. Alcuni hanno percepito l’intensità del racconto e il messaggio contenuto nelle storie dei ragazzi SPRAR. Far vedere loro la cartina dell’Africa e la posizione del luogo li ha coinvolti. Non c’è stata nessuna difficoltà ma anzi partecipazione e attenzione. Curiosità e domande ingenue.

Sarebbe interessante sviluppare in alcuni ambienti scolastici attività culturali incentrate su danze, laboratori etnici, elaborazione di maschere o di oggetti tipici di diverse nazionalità, laboratori di cucina etnica utilizzando ortaggi coltivati a Montepacini per favorire la conoscenza di tradizioni di altri popoli e quindi far capire che non siamo poi così lontani. Penso che solo conoscendo le diversità, le si possa meglio comprendere.”

Venerdì 4 Agosto 2017

SOLANGE, 38 anni. Camerun. “Sto frequentando un corso d’italiano e seguendo le lezioni per la patente. Sono entrata nello Sprar da 10 mesi e in Italia da 1 anno. A Montepacini ci sono tanti bambini molti dei quali sono disabili. È stata la prima volta che ho potuto relazionarmi con un bambino disabile. Un grande impatto.

I Bambini erano sorpresi, interessati e spensierati quando ho raccontato la storia in lingua. È stato difficile per me raccontarla nella mia lingua perché nessuno la conosce. È stata la prima volta che raccontavo nella mia lingua una storia, anche nel mio paese. La lingua la usavo solo in casa, è stato perciò strano raccontare in pubblico. Sarebbe stato meno difficile raccontarla in italiano. Mi sono impressionata molto perché ho raccontato una storia vera in pubblico senza provare vergogna. Le domande che mi hanno colpito di più: perché non sei sposata?; perchè hai lasciato tua figlia? Com’è il tuo paese? Bei ricordi alla Casa di mattoni. È stato bello confrontarsi con i bambini attraverso il gioco, li ha resi attivi e nella condizione di aprirsi e sentirsi a proprio agio. Bisognerebbe far incontrare un giorno il gruppo di Montepacini e quello della Casa dei mattoni. Sarebbe un importante scambio di esperienze.

Venerdì 4 Agosto 2017

MARIA, 13 anni,Fermo. “Questa è la mia prima volta a Montepacini. Aiutavo i bambini disabili, stavo più con loro che con gli altri. Ho una passione per gli animali e per l’ambiente. In futuro vorrei diventare pedagogista-educatrice e stringere un legame più forte con gli animatori. Amo disegnare e conoscere nuove lingue. C’è bisogno di più giochi per rendere partecipi i bambini. Riuscire a catturare l’attenzione e prefissare un obiettivo con lo sport di squadra. Mi piacerebbe incontrare di nuovo i ragazzi dello SPRAR per fare qualcosa insieme o semplicemente per giocare.”

Martedì 8 Agosto 2017

GIULIA FRANCA, 9 anni. Fermo. “Pratico atletica e suono la chitarra. È il mio terzo anno a Montepacini. Mi piace la fattoria e la natura. Trovo gli altri bambini simpatici e disponibili, per questo ho fatto molte nuove amicizie in questo arco di tempo.

È stato molto utile ascoltare la storia raccontata in lingua originale con il supporto dei gesti. La ragazza non ha avuto paura di fare errori mentre raccontava la storia. I giochi che mi sono piaciuti di più fare insieme sono stati: chi tardi arriva male alloggia; gomitolo e palla per imparare i nomi. Vorrei incontrare di nuovo i ragazzi dello SPRAR e imparare la loro lingua. Grazie a questa esperienza ho imparato a convivere di più con gli altri e a provare nuovi progetti.”

Lunedì 14 Agosto 2017

MARCO MARCHETTI, pensionato e volontario dell’associazione Fattoria sociale delle ragazze e dei ragazzi di Montepacini, prima Direttore del centro Montessori.

“Il centro ospita bambini dai 5 ai 14 anni e anche disabili di qualunque età. La struttura si occupa di agricoltura sociale, cura degli animali, laboratorio del pane e della pizza e tanto altro ancora. Montepacini è incentrato sull’educazione alla pari e la condivisione all’interno delle attività laboratoriali. I bambini hanno l’opportunità di conoscere la diversità relazionandosi con la natura, gli animali, le persone che hanno particolari vulnerabilità. Montepacini è un’esperienza di crescita per i figli tanto quanto i genitori, che si ripete anche durante l’inverno attraverso attività nelle scuole. Sicuramente Storie dal mondo è un’esperienza da riproporre e rafforzare.”

Oggi, 4 Giugno 2019

JOLANDA DEZI, 34 anni, Referente Progetto SPRAR ERA DOMANI (COMUNE FERMO).

“Giulia è stata la prima esperienza di alternanza scuola-lavoro presso il nostro Progetto SPRAR. La  sua presenza è stata uno stimolo importante e continuo sia per gli operatori che per gli ospiti. Da subito l’abbiamo percepita come parte del gruppo. Da subito si è sentita coinvolta ed ha saputo coinvolgere. Questa foto rappresenta in pieno i sorrisi, il piacere, la complicità dei giorni trascorsi insieme, il sentirsi parte delle stesse storie.  Storie dal mondo, racconti da vivere”

Giulia Del Gatto